Scorte Petrolio API EIA e USA: gli ultimi dati di Oggi sulle scorte di Petrolio Greggio

In questo articolo cercheremo di analizzare, in modo breve ma chiaro ed approfondito, cosa si intende per scorte di petrolio greggio e cosa indicano i dati giornalieri e settimanali che arrivano da EIA e API. Partiamo con il chiarire due termini fondamentali: EIA e API.

L’EIA, acronimo di Energy Information Administration, è la principale agenzia del Sistema Statistico Federale Statunitense che si occupa della raccolta, dell’analisi e della diffusione di dati e informazioni sull’energia, al fine di promuovere delle politiche solide che rendano i mercati efficienti. Essa fa parte quindi, del Dipartimento dell’Energia USA, e i suoi programmi più importanti si focalizzano su: carbone, petrolio, gas naturali, energia elettrica, rinnovabile e nucleare.

API sta invece per American Petroleum Institute, ed è la più importante organizzazione statunitense nel campo dell’ingegneria chimica e petrolchimica. Le oltre 200.000 pubblicazione che distribuisce ogni anno, sono finalizzate al miglioramento degli impianti, sempre nel rispetto delle norme per la salvaguardia della salute e dell’ambiente. API conta circa 650 membri tra le più importanti copagnie dell’industria petrolifera, e sostiene le loro posizioni ambito economico, fiscale e commerciale.

COSA SONO E COSA INDICANO LE SCORTE DI GREGGIO?

Le scorte di petrolio greggio, altro non sono che gli stock di greggio, distillati e benzina tenuti in giacenza presso le aziende statunitensi, cioè invenduti a causa dell’offerta eccessiva che supera la domanda. Il livello delle giacenze influenza inevitabilmente il prezzo del petrolio, con un impatto decisivo sull’inflazione e su tutte le altre forze economiche. Un calo delle giacienze, generalmente, riesce ad infondere ottimismo nel mercato e a spingere in alto il prezzo del greggio.

I DATI

I dati che vengono forniti dalle pubblicazioni e dai rapporti di queste agenzie, risultano estremamente utili alle industrie, ai consumatori, alla stampa, agli analisti, allo Stato e ai governi locali per individuare le giuste strategie economiche e di mercato a breve e lungo termine.

GLI ULTIMI DATI AGGIORNATI

I dati più aggiornati provengono dal rapporto settimanale che giovedì 27 dicembre è stato pubblicato dall’API. Secondo questo rapporto, seppur nell’ambito di un andamento molto oscillatorio, il trend del greggio giovedì si è mosso in ribasso: il greggio WTI si attesta 45,40$, in calo di 0,83$ (-1,80%); mentre il greggio Brent si attesta a 53,83$, in calo di 0,94$ (-1,72%). Mercoledì non c’erano state variazioni degne di nota, mentre nei giorni precedenti si era verificato un andamento in rialzo.

L’eccesso di offerta, rappresenta ancora un problema importante, come dimostra l’atteggiamento dei trader di fronte all’andamento dei prezzi di oggi. Sembra quasi che stiano adottando un approccio che si può definire ‘attendista’ in vista dei tagli sulla produzione voluti dall’OPEC e in vigore dal 1° gennaio.

Il Rapporto che pubblicherà a breve l’EIA dovrebbe mostrare un calo di 2,7 milioni di barili nella scorsa settimana. Stando ai dati live che giungono oggi venerdì 28 deicembre, si parla di un rialzo minimo (-0,46%). Ci siaspeta comunque una certa volatilità in tarda sessione.

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